DISTURBI

DISTURBI

I disturbi di natura psicologica possono essere di vario genere, dall’ansia alla depressione e tristezza. …

 


ANSIA

L’ansia è un’emozione preventiva, ci dice che potrebbe capitare qualcosa d’imprevisto, da un momento all’altro, e, quindi, dobbiamo stare in guardia di fronte a possibili situazioni di pericolo che possano presentarsi anche inaspettatamente. L’ansia, però, è anche reattiva, perché ci prepara all’azione migliorando le nostre prestazioni. Quindi, se l’ansia dura il tempo richiesto per affrontare una performance, significa che si è in uno stato emotivo funzionale al raggiungimento dello scopo. Quando, invece, l’ansia perdura, supera una certa soglia e si prova ansia costantemente, allora diventa uno stato problematico. Succede che l’eccessiva ansia provata induce a superare il limite di autocontrollo, passando in questo modo da una situazione di ansia stabile ad una disfunzionale o patologica, perché si rimugina costantemente sulle proprie preoccupazioni.

  • La sintomatologia con cui l’ansia si manifesta, può essere:
    Viscerale/somatica/fisica:tachicardia, aritmie, bocca asciutta, nausea, diarrea, stipsi, vampate di calore, vertigini, tensioni muscolari, nodo alla gola, palpitazioni, sudorazione, dispnea, sensazione di soffocamento, tosse, gonfiore addominale, difficoltà di minzione, perdita di desiderio sessuale, astenia, eruzioni, assenza di appetito, affaticamento e macchie cutanee, prurito;
  • Neurologica/cognitiva/psichica::
    disturbi dell’addormentamento, Insonnia, difficoltà di concentrazione, irritabilità, nervosismo, paure di non riuscire a farcela, di morire, di perdere il controllo, apprensione, incapacità a rilassarsi, emicrania, perdita di equilibrio e incoordinazione motoria.

Quindi, quando è costante, disturbante e pervasiva, diventa una vera e propria malattia che interferisce con le normali attività, con i rapporti sociali, familiari e sentimentali. Le persone affette da ansia patologica sono costantemente tese e impaurite, si preoccupano anche dei più banali eventi della vita quotidiana pensando che la catastrofe sia sempre dietro l’angolo ed evitano, per questo motivo, impegni di lavoro, relazionali, di amicizia e sentimentali, arrivando così a rinunciare alla vita che quotidianamente si svolge. L’ansia diventa così un fardello, motivo di frustrazione e angoscia.

TIPI DI ANSIA

Si possono quindi distinguere due tipi di ansia; quelle denominata di stato e quella denominata di tratto.
L’ansia di stato è concettualizzata “come uno stato transitorio emozionale o come condizione dell’organismo umano, caratterizzata da sentimenti soggettivi percepiti a livello cosciente di tensione ed apprensione, e dall’aumentata attività del sistema nervoso autonomo. Può variare nel tempo e fluttuare nel tempo” ( Spielberger et al., 1970).
L’ansia di tratto, invece si riferisce a “differenze individuali relativamente stabili, nella disposizione verso l’ansia, cioè a differenze tra le persone nella tendenza a rispondere con elevazioni dell’intensità dell’ansia di stato a situazioni percepite come minacciose” (Spielberger et al., 1970).
I disturbi d’ansia classificati nel DSM-5 sono:

  • Disturbo d’ansia da separazione
  • Mutismo selettivo
  • Fobia Specifica
  • Disturbo d’ansia sociale
  • Disturbo di panico
  • Agorafobia
  • Disturbo d’ansia generalizzato
  • Disturbo d’ansia da condizione medica
  • Altro Disturbo d’ansia specifico
  • Disturbo d’ansia non altrimenti specificato

 


TRISTEZZA / DEPRESSIONE

La tristezza è l’emozione opposta alla gioia, infatti quando proviamo questo stato d’animo diciamo di essere giù di tono, malinconici … tristi.
Si tratta di una emozione che manifestiamo in seguito a una serie di eventi sfortunati, rispetto ai quali non siamo in grado di individuare nessuna possibile alternativa. Si manifesta nel momento in cui perdiamo qualcosa a cui teniamo molto, di conseguenza il nostro umore precipita e siamo pronti a criticare noi stessi, svalutandoci, per non aver saputo affrontare adeguatamente la situazione. In questo caso assumiamo una particolare mimica facciale: sopracciglia oblique, rughe sulla fronte e labbra piegate a ferro di cavallo. Spesso il tutto è anche accompagnato da pianto e da lamenti.
Una persona triste generalmente non ha voglia di lavorare, di godersi il tempo libero o di frequentare gli amici, preferisce stare da sola a pensare a quel qualcosa o qualcuno che manca temporaneamente o si è perduto per sempre.
La tristezza diventa più o meno intesa in base a quanto è importante quello che stiamo perdendo. Quindi, se mi lascia il mio ragazzo/a chiaramente divento molto triste, se perdo il mio iPad, sono triste, ma meno intensamente. La cosa importante da dire è che in ogni caso la tristezza è uno stato passeggero
Attenzione, la tristezza non è la depressione. Quest’ultima è una patologia che coinvolge negativamente tutto il corpo, il tono dell’umore, i pensieri, il modo di percepire sé stessi e il mondo. La depressione non è una tristezza transitoria e non è modificabile con un atto di volontà, infatti è molto comune e frequente anche in persone non affette da depressione. Il calo dell’umore è solo una delle componenti della depressione, che come patologia include ben altri aspetti.

 


LA RABBIA

La rabbia è uno stato emotivo che varia di intensità da lieve irritazione a intensa collera e può essere definita una risposta naturale ed adattiva che ci permette di difenderci nel momento in cui ci sentiamo attaccati o percepiamo una minaccia reale verso noi stessi o verso chi per noi è importante. Essa può essere rivolta verso l’interno, ad esempio aggredendo la propria persona, o verso l’esterno tramite una aggressione verbale o fisica. L’azione aggressiva rivolta verso l’esterno viene spesso definita come acting out, letteralmente definita come “passaggio all’atto”, cioè l’insieme di azioni aggressive e impulsive indotte dalla necessità di scaricare una tensione generata da unconflitto emotivo interno.

• Perchè ci arrabbiamo?
La rabbia può emergere dall’impedimento dell’individuo al raggiungimento di un obiettivo o soddisfacimento di determinati bisogni. Ci si arrabbia quando qualcosa o qualcuno si oppone alla realizzaizone di un bisogno e quando viene percepita l’intenzionalità di ostacolare l’appagamento.

• Quanti tipi di rabbia estistono?
La rabbia può assumere diverse sfaccettature:

• Reattiva: rivolta direttamente verso l’oggetto e definita come eteroaggressione;
• Spostata: la persona sposta il sentimento di rabbia dall’oggetto originale verso un altro;
• Modificata: la persona esprime il sentimento di rabbia in altre forme come l’ansia, il panico, la gelosia ecc.;
• Differita: la persona riesce a controllare per lungo tempo il sentimento di rabbia per estrinsecarlo al momento opportuno;

• Come si riconosce la rabbia?
La rabbia può essere riconosciuta da diverse manifestazioni comportamentali come elusività, distacco, finta riservatezza, autosacrificio, autobiasimazione, distruttività, vendetta, minaccia, egoismo, sconsideratezza, umiliazione dell’altro, danneggiamento di oggetti.

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